CENNI M.M.A.

 Proprio per la sua vastità  tecnico tattica a 360°,gli M.M.A.,se si vogliono praticare ad un livello soddisfacente,hanno bisogno di un costante allenamento da parte dell’atleta e quindi di una frequente presenza agli allenamenti… onde evitare un’inutile mancanza di preparazione,(in special modo tecnica)che potrebbe portare ad infortuni di vario tipo.. specialmente per i primi mesi chi inizia ad approcciarsi,non può permettersi di essere un praticante troppo saltuario

Uno sport non per tutti

…  in questo sport , come in tutti gli altri, non si finisce mai di apprendere..

dove la presunzione non attecchisce….

Ci vuole :

umilta’

sacrificio

dedizione

rispetto

intelligenza

ma soprattutto passione!!!!.

Cenni storici

Molti pensano che questo modo di esprerssione di combattimento, derivi da chi sa che scienza o metodo orientale o chè, ma pochi sanno che in realtà, tutto ebbe origine più di 3000 anni fa………,in cui questa arte di combattimento era considerata la specialità più dura dei Giochi ed utilizzata dagli stessi guerrieri come metodo di allenamento per le battaglie. e consisteva nell’unione di tutti i tipi di percussioni e di tecniche di Lotta. Per millenni la sperimentazione,dalla Grecia, andò avanti e si diffuse dall’Impero Romano ,successivamente all’impero ,nacque la tendenza a considerare questa arte come oramai matura, stabilizzata,e quindi venne dimenticata. Dunque, nella ‘genetica’ del combattente occidentale è sepolta questa concezione globale del combattimento. Ora, per i nostri antenati era ovvio considerare il Pancrazio come l’arte primaria del combattimento: Pugilatus, Pigmakìa (o arte del percuotere con ogni estremità), Orthepale (arte del proiettare) e Pale (lotta di sottomissione).  

Migliaia di anni dopo, e cioè negli anni ’90, il bisogno degli appassionati di scoprire se le molte e diverse arti marziali orientali e occidentali diffuse nel mondo avessero un senso, portò degli imprenditori americani a lanciare una formula di torneo a inviti dove mettere davanti l’uno all’altro i vari stilisti, con minime limitazioni. La super-specializzazione dei vari metodi incuriosiva i marzialisti e tutti si chiedevano quale tra tanti sistemi fosse il più efficace. La moda delle arti marziali era scoppiata da noi a meta degli anni ’70, portando alla ribalta le arti orientali e relegando al ruolo di semplici sport il Pugilato e la Lotta,(esemplificazione dell’antico e efficacissimo Pancrazio degli antichi Romani), privi d’un certo misticismo e scopi educativi che si presumeva le scuole dell’area cino-giapponese conservassero. Le arti orientali, dense di tecniche spettacolari di calcio, venivano accreditate della massima possibilità di successo.Il risultato fu ben diverso. Si capì sin dall’inizio che i cosiddetti grapplers, cioè lottatori in grado di far perdere l’avversario per abbandono, avevano partita facile e in particolare stordente fu il successo del Brazilian Jiu-Jitsu. Lottare al suolo,con l’unione delle percussioni, una tattica che era stata dimenticata nella pratica reale, risultava invece l’arma  più importante..

Oggi ciò che nè seguì fu un decennio di evoluzione nelle arti marziali, e come tanto tempo prima a Olimpia, i combattenti più forti apparvero essere quelli che si erano preparati non solo nell’arte delle percussioni ma anche in quelle da lottatore. Match dopo match, torneo dopo torneo, gli allenatori più intelligenti si resero conto che l’anatomia umana non era poi così distante da quella degli antichi greci e che quindi certe costanti tecnico tattiche e di preparazione, si ripresentavano, c’era bisogno insomma della sintesi (combattimento senza quasi regole) da comporre tramite le singole parti. Insomma, nessuna arte può ritenersi autosufficiente, visto che l’atleta vincente ha bisogno sia del metodo completo che delle sue parti specialistiche,che devono,essere allenate,isolatamente.
Il centro di questa rivoluzione nasce in  Brasile, paese di combattenti, che ha saputo rompere i canoni a favore della sperimentazione sul campo: meno chiacchiere
(super maestri, gradi, titoli etc.) e più fatti!Riportando alla luce ciò che era nato dai nostri antenati dell’antico Impero Romano,con 2000 anni di esperienza diretta sul campo.

E’ vero è un combattimento crudo a volte,ma  è il più completo attualmente.

E  ricordate non è necessario praticarlo per forza agonisticamente,ma lo si può anche considerare come allenamento completo, per chi volesse semplicemente mantenersi  in forma.Anche se, in allenamento amatoriale,qualche piccolo livido ogni tanto fa parte del gioco!Perché non bisogna dimenticare che è pur sempre uno sport da combattimento (cioè, di contatto).

I combattimenti di M.M.A.-(Mixed Martiel Arts),Sono da considerarsi all’avanguardia nel mondo del combattimento moderno.Va considerato, che il Free Fight(chiamato oggi,con le varie federazioni in varie espressioni e regolamenti differenziati:Vale Tudo,UFC,Pride,Shooto….) 

Il sistema derivante , riprende il meglio del pugilato, muay thay, lotta, e ju-jitsu (generalmente ,quello brasiliano)che combinati con l’esperienza diretta di combattimento maturata negli anni sui ring e nelle arene di tutto il mondo,negli ultimi 10-20 anni,(come detto precedentemente) ed alle più moderne ed avanzate metodologie specifiche dell’allenamento del combattimento misto, ha preso una forma propria, un qualcosa di unico e ben definito.

Il praticante di Free Fight-M.M.A.-(MIXED MARTIAL ARTS) si allena con lo scopo di diventare un combattente completo e con l’obiettivo di sviluppare le qualità di uno striker quanto quelle di un grappler accrescendo in questo modo la capacità di trasformarsi nell’uno e nell’altro e di interpretare il combattimento fluendo con facilità da un’area di combattimento all’altra a seconda degli avversari e delle diverse situazioni.

Tali capacità vengono acquisite mediante la pratica corretta delle metodologie di allenamento specifiche che costituiscono il punto di forza del sistema ,che caratterizzano le diverse azioni tecnico-tattiche nate dell’esperienza diretta e non da teoriche supposizioni.

Ogni combattimento porta nuove informazioni, strategie e forme di adattamento alle diverse situazioni che cambiano ogni qual volta si affronta un nuovo avversario, a seconda della loro diversa morfologia, tecnica, tattica, strategia, personalità e modo di combattere.

GLI M.M.A.(LE VARIE DISCIPLINE)

VALE TUDO

UFC

PRIDE FC

SHOOTFIGHTING…..

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